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Il conto del Melograno
Centro Congressi
Carta BCC
 
18/03/2015
Dare credito alla speranza

Sabato 14 marzo 2015 presso i locali del Centro Congressi “Giulio Cosentino” si sono svolti i lavori del convegno promosso dalla Banca di Credito Cooperativo di Cittanova sul tema "Dare credito alla speranza. La missione sociale della BCC di Cittanova per lo sviluppo del territorio".

Il programma del simposio è stato particolarmente denso di contenuti. A coordinare gli interventi è stato Vincenzo Linarello, presidente del Gruppo Cooperativo GOEL. Grazie ai singoli contributi programmati, si sono alternati il Sindaco del Comune di Cittanova, Francesco Cosentino, il presidente della BCC, Giuseppe Cosentino, la direttrice della BCC, Annunziata Ascone, il presidente della Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative, Fabio Salviato, per poi concludere i lavori la vice presidente della BCC, Tiziana Cosentino.

All’apertura dell’incontro, il moderatore ha immediatamente richiamato l’attenzione dell’attenta e numerosa platea di cittadini e soci che hanno scelto di seguire i lavori anche se il sabato poteva essere un valido deterrente, sottolineando la valenza dell’iniziativa e soffermandosi sul tema della discussione affermando: “dare credito significa dare speranza al territorio”.

Richiamando l’esperienza vissuta con S.E. mons. Giancarlo Bregantini, dove spesso si parlava di speranza da offrire a quanti ormai non credono più nella bellezza dei sogni e soprattutto nella possibilità di superare le difficoltà che la nostra terra spesse volte ci presenta oggi viene manifestata quella voglia di dare risposte chiare partendo dal basso. Purtroppo anche le Istituzioni, spesse volte, ascoltano poco i loro interlocutori e le esigenze del territorio; così facendo vengono lasciate vuote le prospettive dello sviluppo socio economico. L’esperienza delle BCC, come storicamente può essere ricordato, mira a contribuire allo sviluppo locale raccogliendo gli investimenti e reinvestendoli nel medesimo luogo, contrariamente alla mission di altre istituzioni bancarie che raccolgono gli investimenti a Sud per poi renderli disponibili in capitali per investimenti al Nord.

Passando la parola al Sindaco, quest’ultimo oltre a salutare e ringraziare i relatori e tutti i partecipanti presenti in sala, si è soffermato brevemente su una analisi di natura socio-economica, riguardante la nostra regione, richiamando dati chiari ha manifestato preoccupazione per il futuro dei giovani e delle imprese, ormai stremati da una crisi ed una disoccupazione senza precedenti. Il richiamo forte all’emigrazione manifestatosi negli ultimi dieci anni ha riavviato la propria marcia, depauperando il territorio della propria forza lavoro e dei propri abitanti. Oltre alla questione locale, il Sindaco, continuando, ha richiamato le responsabilità del Governo nazionale citando alcuni ambiti sulle quali è indispensabile intervenire: lo sviluppo, l’agricoltura, la coesione sociale, la cultura. Il Comune di Cittanova farà la sua parte insieme al governo regionale nella speranza di poter contribuire a creare il superamento di questo ultimo decennio che di fatto è stato asfissiante per una serie di circostanze che sono sotto gli occhi di tutti, per ultimo anche da un settore creditizio particolarmente rigido. Soltanto attraverso uno sforzo comune si potrà uscire da questo tunnel che sembra essere interminabile.

A seguire, il dott. Giuseppe Cosentino, ha aperto una breve parentesi sulla delicata situazione che si sta manifestando a livello nazionale con le modifiche proposte dal Governo per le sorti delle Banche Popolari, riflettendo attentamente sui valori delle BCC quali la mutualità, il localismo, la sussidiarietà, elementi che potrebbero essere minati da un sistema rigido, dove manca il valore aggiunto della conoscenza diretta con i clienti che spesso sono anche i soci della banca. 

Durante questo periodo particolarmente difficile, le banche come la BCC sono riuscite a ritagliarsi un ruolo particolarmente importante, garantendo liquidità agli operatori presenti sul territorio. I colossi della finanza potrebbero assorbire questo rapporto, escludendo quella centralità che invece oggi hanno i soci ed i clienti in generale, perché il territorio, pur essendo ormai proiettato a livello europeo, rimane sempre una grande risorsa da non perdere.

Nel prosieguo dei lavori, la Direttrice Generale Annunziata Ascone, entrando immediatamente nel cuore del tema, ha voluto sottolineaer le quotidiane difficoltà riscontrate nell’esercizio delle sue funzioni attraverso un carico straordinario di tutte quelle difficoltà prospettate quotidianamente dall’utenza attraverso scadenze che spesse volte non si riesce a far fronte unitamente alle responsabilità decisionali, a volte particolarmente difficili, dettati non dalla volontà umana ma da una rigorosa normativa bancaria che prevede garanzie chiare per dare seguito agli affidamenti richiesti dal cliente; ma la vera ricchezza delle BCC è la conoscenza dei clienti, dei loro figli, dei soci e dei figli dei soci. Continuando, la Direttrice ha voluto chiarire  che concedere liquidità agli operatori d’impresa non significa dare una corda per poi impiccarsi ma seguire lo sviluppo dell’azienda, essere partner del successo e dello sviluppo aziendale. La direttrice si è, poi, soffermata sulla penuria di una cultura d’impresa, elemento purtroppo evidente e causa del mancato raccordo con lo sviluppo. Soffermandosi brevemente ma con attenzione su questa causa, ha affermato che non è più possibile vivere alla giornata ma è indispensabile programmare le azioni imprenditoriali per creare il rilancio del territorio attraverso un lavoro serio volto a creare occupazione.
Chiosando le circostanze di una quotidianità lunga ed intensa, ha concluso affermando di non voler lanciare promesse ma intende assumere impegni per favorire la cultura d’impresa informando, altresì, i presenti sull’imminente attivazione di tavoli tecnici volti a fornire assistenza agli operatori che operano con l'estero. 

Essendo presenti in sala i rappresentanti di Confcooperative e di Agrifidi, dottori Vincenzo Cané, direttore di Confcooperative Calabria, e Mario Caligiuri, presidente di  Agrifidi Calabria, è stato, quindi, chiesto loro di porgere un breve saluto ai convenuti.
Il dott. Canè si è soffermato sulle parole del presidente Cosentino, sottolineando la particolare difficoltà economica vissuta a livello strutturale laddove soltanto le Banche di Credito Cooperativo sono disposte, nei margini della prudenza, a rischiare quotidianamente per tutelare le aziende e le loro famiglie nelle quotidiane difficoltà.
Il dott. Caligiuri ha sottolineato, invece, le particolari difficoltà che si vengono a creare a causa di un  "non adeguato" rating bancario assegnato alle aziende agricole, circostanza che contribuisce a rendere sempre più difficile l’accesso al credito, soprattutto per le piccole aziende agricole. Il dott. Caligiuri ha precisato che la presenza di Agrifidi vuole essere, pertanto, una garanzia anche per queste realtà imprenditoriali affermando di essere disposto a creare una sinergia con la BCC di Cittanova per far sì che tale problema possa essere superato grazie all’utilizzo dei Confidi. 

Nell’intervento particolarmente atteso, il dott. Salviato è stato particolarmente chiaro nel tracciare alcune possibili soluzioni, prima fra tutte la necessità di cambiare direzione di fronte ad una crisi sistemica che sembra aver colpito in maniera trasversale l’odierna generazione, ormai costretta al cambiamento in quanto, inseguendo le dinamiche che hanno dato risultati in passato, oggi si finirebbe per non concretizzare sviluppo.
L’esempio che ha reso chiaro il concetto esplicitato precedentemente è stato l’indicare il passaggio che c’è stato e che giustifica la diminuzione dell’uso del petrolio a favore dell’energia rinnovabile nei segmenti produttici, basti pensare che nel 2100 tutta l’economia non sarà più in funzione esclusiva del petrolio e pertanto si apriranno particolari scenari e nuove frontiere per l’economia e per l’occupazione in genere. Pertanto oggi è opportuno recuperare nuove metodologie operative per consentire alle generazioni di vivere, lavorare, guadagnare e risparmiare. Quello delle BCC, invece, rimane un ruolo strategico per il territorio e per l’economia, perché proprio l’economia deve saper rispondere ai bisogni delle persone in quanto davanti ai numeri della povertà che si potrebbe creare bisogna saper dare risposte e agire concretamente.

Continuando, il dott. Salviato si è soffermato sulle finalità della Banca Etica nell’azione di sostegno all’agricoltura biologica, particolarmente ricercata dai consumatori, sempre più numerosi ed attenti a ciò che consumano. Basti pensare che da uno studio svolto, in Italia ci sono 3500 ettari di terreno non coltivati e ciò potrebbe essere un dato sul quale ragionare per creare economia e occupazione in risposta alla crisi che ci avvolge; inoltre, ulteriore occupazione potrà esserci dalle nuove caratteristiche di costruzione delle case; difatti, a partire dal 2018, bisognerà tenere in considerazione gli indirizzi volti a creare ulteriore risparmio energetico e pertanto venti milioni di abitazioni dovranno subire adeguamenti ma a ciò serviranno nuove professionalità, nuove energia, nuovi capitali e soprattutto una capacità di creare maggiore fiducia tra territorio e istituzioni bancarie per generare investimenti. Anche il turismo potrebbe essere un valido indotto, ma il micro credito potrà fare vera differenza nel futuro. Purtroppo l’Italia versa alla Comunità Europea 20 miliardi di Euro all’anno per poi ottenerne 11 e riuscendo a spendere meno di ¼ dell’importo spettante. L’azione di Banca Etica, in 15 anni, ha dato risposte concrete a quanti hanno chiesto finanziamenti attraverso la sola garanzia data dall’impegno di restituire quanto ricevuto, incidendo in maniera positiva sullo sviluppo dell’economia del territorio proprio come ha fatto la BCC nella sua storia e sino ad oggi, attraverso una fitta rete di relazioni sociali volte a garantire il benessere diffuso.

Dall’incredulità iniziale verso questo sistema, oggi anche la Banca d’Italia inizia a ricredersi sul metodo praticato dal mondo cooperativo, in quanto la banca non deve far correre i propri clienti davanti ai problemi creando insolvenze ma deve saper dialogare, trovando soluzioni e offrendo speranze. Infine, illustrando la proposta sottoscritta da alcuni europarlamentari, volta a protrarre l’utilizzo delle buone prassi vissute sul territorio come modello utile per lo sviluppo, conclude affermando che la ricetta delle BCC potrà continuare ad essere vincente perché parte dal basso e cammina al passo del territorio.

Nelle conclusioni tratte dalla prof.ssa Tiziana Cosentino, vice presidente della BCC, attraverso un breve bilancio di quanto è stato fatto negli ultimi mesi, viene illustrato con viva soddisfazione il risultato dell’operato svolto, tenendo in considerazione la particolare contingenza del momento.
Infine, nell’esortare un rinnovo alla partecipazione di nuove energie, la vice presidente dà cenno di una possibilità discussa in CdA volta a ridurre il sovrapprezzo per l’ingresso di nuovi soci.

Nel complesso l’iniziativa è stata accolta dai presenti con viva soddisfazione e dimostrata da una attenta e seguita partecipazione sino alla conclusione dei lavori. Tutto ciò ha consentito a quanti hanno seguito i vari interventi a comprendere le difficoltà umane contrapposte ad una rigidità normativa ma anche la volontà di portare avanti l’esperienza iniziata a Cittanova 95 anni addietro, per volontà dei fondatori di una Banca che è differente per sua natura e non potrà essere snaturata nel suo agire.


Dr. Francesco Rao
Sociologo

 

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