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22/01/2014
SEPA-Single Euro Payments Area: cosa cambia per pagamenti e incassi in euro


SEPA
La SEPA è l'area in cui i cittadini, le imprese, le pubbliche amministrazioni e gli altri operatori economici possono effettuare e ricevere pagamenti in euro, sia all'interno dei confini nazionali che fra i paesi che ne fanno parte, secondo condizioni di base, diritti ed obblighi uniformi, indipendentemente dalla loro ubicazione all'interno della SEPA.

L'obiettivo dei servizi SEPA è di offrire la possibilità di effettuare e ricevere pagamenti in euro senza più alcuna differenza (sia in termini di condizioni economiche che operative) tra pagamenti nazionali ed europei (paesi dell’Unione Europea più Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Principato di Monaco).

Principali novità
Nei servizi SEPA, dovrà essere adottato obbligatoriamente lo standard internazionale ISO 20022 XML:
- dal 1° febbraio 2014 per le Banche e più in generale per tutti i PSP (Prestatori di Servizi di Pagamento)
- dal 1° febbraio 2016 anche per le Aziende, per la presentazione di incassi in forma aggregata (pur essendo fortemente raccomandato un passaggio anticipato al nuovo standard).
Per agevolare l’Azienda, durante il periodo di adeguamento al nuovo standard, il nostro Istituto metterà a disposizione un servizio di conversione dei tracciati dal formato tradizionale CBI (arricchito con l’IBAN) a quello SEPA.


Cosa cambia dal 1 febbraio 2014

SEPA Credit Transfer 

Il bonifico domestico non sarà più attivo:  sarà sostituito dal SEPA Credit Transfer (SCT)
.

Per i Sepa Credit Transfer singoli e multipli, l’Azienda dovrà avere cura di:

  • inserire una causale descrittiva con lunghezza massima di 140 caratteri.
    Tale limitazione è compensata dalla possibilità di valorizzare alcuni ulteriori campi specifici tra cui una causale codificata (c.d. “purpose”) per identificare la finalità del bonifico (es. pagamento affitto) e un codice identificativo che può essere concordato tra debitore e creditore per facilitare a quest’ultimo la riconciliazione dell’operazione
  • indicare solamente la data di esecuzione del bonifico anziché la data valuta.
    Tale aspetto è particolarmente rilevante per il rispetto della data di accredito degli stipendi.

SEPA Direct Debit

  • Domiciliazioni delle utenze (cd. RID utenze, come ad esempio "Gas", "Elettricità")
  • RID Ordinari (usati ad esempio per il pagamento rate di prestiti personali, carte di credito, mutui)
  • RID Veloci (usati per il pagamento di servizi commerciali riservati ai NON Consumatori) 

non potranno più essere utilizzate: saranno sostituite con il servizio di addebito diretto europeo, il SEPA Direct Debit (SDD).

Diversamente dagli attuali RID, con il modello SEPA Base il Pagatore non potrà più sottoscrivere il mandato presso la propria Banca. Tuttavia, l’introduzione del servizio opzionale aggiuntivo SEDA (SEPA-compliant Electronic Database Alignment), realizzato dal sistema bancario italiano per fornire livelli di servizio analoghi a quelli forniti dall’Allineamento Elettronico Archivi (AEA), permetterà l’acquisizione e la conservazione del mandato da parte della Banca del Pagatore (adesione al modulo SEDA Avanzato) a partire dal 14 ottobre 2013. 

La normativa prevede comunque la continuità legale delle deleghe RID oggi in essere, consentendo alle Aziende di presentare disposizioni di incasso SDD a valere su tali deleghe RID.
Per farlo, ogni Azienda dovrà eseguire alcune attività:

  1. Recuperare IBAN aggiornati tramite apposita funzionalità di Inquiry Deleghe RID del servizio AEA
  2. Adeguare i tracciati allo standard ISO 20022 XML
  3. Informare la propria clientela tramite comunicazione specifica da inviare almeno 30 giorni prima del primo addebito SDD e comunque non oltre il 31 dicembre 2013.

    Nella comunicazione al Cliente, l’Azienda dovrà anche informare circa lo schema SDD più adatto al caso specifico:

    SDD CORE: costituisce la versione base del servizio ed è utilizzabile per tutte le tipologie di clienti (Consumatori e Non Consumatori); prevede, tra l'altro, la possibilità per il debitore di richiedere il rimborso degli importi addebitati fino a 8 settimane dalla data di addebito
    SDD B2B: utilizzabile esclusivamente tra controparti classificate come "diverse da Consumatore" ai sensi della normativa europea sui servizi di pagamento (PSD); non consente di chiedere il rimborso degli importi addebitati se il mandato risulta validamente sottoscritto dando, quindi, maggiori certezza sull’incasso
  4. Indicare la Coordinata d’Azienda RID nel campo del messaggio SEPA dedicato all’identificativo univoco del Mandato
  5. Adottare il nuovo Creditor Identifier che sostituirà il Codice Azienda SIA.


Per ulteriori approfondimenti Ti invitiamo a scaricare le guide:
I servizi di addebito diretto e bonifico: come cambiano incassi e pagamenti con la SEPA
Bancomat e carte di credito: tutte le novità della SEPA




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